Nevidljiva žena/Donna invisibile e altri racconti

Slavenka Drakulić, Nevidljiva žena, Fraktura, Zagreb, 2018, pp. 192. Copyright Slavenka Drakulić & Fraktura
Proposta titolo traduzione: Donna invisibile e altri racconti


Nevidljiva zena

"Non è proprio come se non esistessi, ma come se vivessi in un'altra dimensione. Tutto è uguale, eppure diverso. Le persone ti trattano diversamente, e tu, come se fossi invisibile, ti ci devi adattare. Solo che a me riesce difficile. Mi ci è voluto parecchio tempo per capire che stavo diventando invisibile. Nei negozi, agli sportelli, per strada…”. Così una donna di una certa età, una delle protagoniste della raccolta di racconti Nevidljiva žena i druge priče/Donna invisibile e altri racconti, parla del proprio invecchiamento, di quell'inevitabile processo che porta sia donne che uomini a confrontarsi con la propria mutevolezza e transitorietà, spesso difficilmente accettabili. In questo libro, il cui tema è per l'appunto la vecchiaia, si alternano voci di donne che affrontano le conseguenze del declino fisico e mentale non solo nell’ambito privato della coppia e della famiglia, ma anche in quello pubblico e sociale. Ci sono figlie premurose e insofferenti nei confronti di madri anziane e sole. Ci sono vedove svogliate che tendono a chiudersi in casa davanti alla tv piuttosto che uscire con le amiche al caffè o a un concerto; che rinunciano a dilettarsi con un libro, poiché leggere è diventato faticoso, quasi impossibile. Ci sono anche donne con un marito e ancora professionalmente attive, a cui capita di innamorarsi di un collega molto più giovane il cui sguardo e sorriso bastano per illuminarle, renderle visibili, quasi fossero uno specchio “meraviglioso e ingannevole, capace di restituire loro un’immagine diversa di sé...”.
Più o meno attive, relativamente in salute, con la vescica che cede, la vagina che perde viscosità, il grasso che si accumula da tutte le parti, le difese immunitarie che calano, con addosso una crescente spossatezza, incertezza e paura, le protagoniste della Drakulić sembrano, tuttavia, accettare la vecchiaia meglio dei loro compagni a cui spesso, fino all’ultimo, fungono da sostegno fisico e morale. E poi inevitabilmente la solitudine, la gestione del lutto, gli anniversari. C’è chi per giorni lava e stira le tende, come una sorta di rituale purificatorio; chi continua il rito del caffè mattutino che non ha più lo stesso sapore di prima, e chi invece desidera ritornare a vivere nella casa dell’infanzia, rifugiarsi in un passato remoto, l’unico in grado di restituire pace e quiete; in un tempo in cui tutto era ancora innocente.

 

© Mia Carlsson

Slavenka Drakulić (Rijeka/Fiume, 1949) è una giornalista e scrittrice di fama internazionale. In Italia è nota sin dagli anni Novanta grazie alla pubblicazione di alcune sue opere sul mondo comunista e post-comunista Balkan Express e Caffè Europa (Il Saggiatore), nonché di romanzi come Pelle di marmo (Giunti), Il gusto di un uomo (Il Saggiatore), Come se io non ci fossi (Rizzoli).
I suoi ultimi romanzi dedicati a figure femminili entrate nella storia, Il letto di Frida (Elliot Edizioni), Mileva Einstein, teoria sul dolore (Bottega Errante Edizioni) e Dora e il Minotauro, la mia vita con Picasso (in via di traduzione per Bottega Errante Edizioni), esaminano il ruolo della donna nella società e il rapporto tra i sessi, tema molto sentito dalla Drakulić sin da suoi esordi in letteratura. Nel 2005 il reportage sui processi ai criminali di guerra dell'ex Jugoslavia al Tribunale dell'Aja They Would Never Hurt A Fly,  ancora inedito in Italia, è valso all'autrice il prestigioso premio della Fiera del libro di Leipzig, Leipzig Book Award for European Understanding.
Di recente Slavenka Drakulić, congiuntamente a Richard Swartz, giornalista e scrittore svedese, è stata insignita del premio internazionale Stefan Heym, conferito dalla città di Chemnitz (International Stefan Heym Prize City of Chemnitz). Per ulteriori informazioni biobibliografiche si può consultare il sito dell'autrice: http://slavenkadrakulic.com